sabato, 24 ottobre 2009

zuppa di cozze al rum

L’uomo è alto, i lunghi capelli neri sono legati in un codino. Barba e baffi solcano il suo viso. L’espressione è assorta. Indossa una camicia di tela grezza, bianca, con maniche  a palloncino e volant sul torace.

Le braccia nerborute colore del cuoio testimoniano la sua abitudine al sole. Funi circondano il suo braccio destro e dalla mano si dipanano nel raggiungere le navi  - cinque visibili, una di striscio – sono immerse in acqua liscia e distesa. L’uomo chiude gli occhi e per un attimo sente il sibilo dei gabbiani che passano poco sopra di lui, il vento che gli sferza il viso e gonfia le vele alle sue spalle.

Il  comandante urla,  impartisce ordini all’equipaggio. Gli scatti graduati del timone scandiscono il tempo. L’uomo non vuole pensare a  Jacobs  e alla sua zuppa di cozze al rum quindi riapre gli occhi. Dà un ultimo strattone e le barche sono  nelle sue mani.

I bambini gli si fanno intorno, allungano le mani, chiamano a gran voce la loro barca. Fittibol  Gatsby Sandwik  L’uomo con  un cenno ottiene  silenzio.  Li vede disporsi in cerchio, a mani tese. Ricevuto il loro tesoro se lo accarezzano in uno sguardo,  salutano  e corrono verso casa. L'uomo  si volta, del mare non è rimasto nulla, solo il riflesso di una fontana, raccoglie le funi e si muove verso il sole inclinato.


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categorie: pensieri, immagini, racconti, emozioni
giovedì, 23 luglio 2009

5 libri per l'estate

Ringrazio Prishilla  per l'invito. Devo segnalare due libri che vorrei leggere e tre che consiglio. Mi lascio guidare dall'istinto.
Pronti, Partenza, Via!

Consigliati

image_book.phpH di Andrea Ferrari editore Fazi

Isola di H. Inizio del ventesimo secolo. Un uomo  sigla un contratto con una  società che garantisce ai suoi clienti il migliore risveglio. Ogni mattino, alla stessa ora una voce di donna, sempre la stessa Julie e poi .. Donne e uomini che si riconoscono in uno sguardo.  Appuntamenti mancati, limbo, tentativi di risalita.

Libro soffice, onirico, viaggio  dal quale è difficile staccarsi fino a che non si è raggiunta l'ultima pagina.




image_book.phpIl mangiatore di pietre  di Davide Longo Editore Marcos y Marcos

In una valle del Piemonte un uomo viene ucciso. Cesare scopre il cadavere. Partono le indagini. Cesare conosce la vittima, Fausto, un ragazzo a cui aveva insegnato il mestiere di passeur . La polizia lo interroga, pensa a un regolamento di conti legato a qualche attività illecità. Cesare ripercorre la sua vita, l'emigrazione e il ritorno, la scelta d'un mestiere difficile su e giù per le montagne in solitudine e fatica.  La sua emarginazione è raccontata in sguardi e parole sospese o sussurrate dietro le spalle. 
Cesare è un uomo ancora forte ma segnato al punto da  essere un sopravvissuto, un tempo amico di Fausto ora cerca di far luce sulla sua morte.

Davide Longo ha un modo di scrivere essenziale. Mi piace il suo modo di raccontare. Riesce con pochi tratti a far percepire l'ambiente, le persone in modo che quasi sembra di poterle toccare o riconoscere.
Non ho trovato risposta a tutte le domande che  affioravano mentre leggevo il libro,  in compenso ho raccolto risposte a domande che non mi avevano nemmeno sfiorato. La sensazione è di una storia chiara solo a tratti,  come se a illuminarla fosse una torcia.



image_book.phpIl salto dell'acciuga di Nigo Orengo Editore Einaudi

Adatto all'estate.  Bello, invitante come un viaggio compiuto attraverso i 5 sensi.
Tre pescatori liguri che sentono a poco a poco il peso degli anni cadere su di loro.
Una donna che fugge e tiene insieme le mille storie che si intrecciano lungo le pagine.
Acciughe protagoniste, intraviste in quadri, assaggiate in cucina o in riva al mare. Moschieres patria degli acciugai, nome dalla storia millenaria e misteriosa, borgo condannato all'abbandono dopo un passato glorioso. Vecchi tentativi di scrivere un futuro. Tra Piemonte e Liguria affiorano storie, tradizioni, personaggi che si fatica a dimenticare. Su tutto  spicca la bravura di Nico Orengo, la sua capacità di osservare, essere parte dei luoghi che racconta  con  passione.

Vorrei leggere

image_book.phpZia Mame  di  Patrick Dennis  Editore Adelphi
America, anni '20. Un ragazzino rimasto orfano viene affidato a Zia Mame, personaggio bizzarro. E' l'avvio di una serie di esileranti avventure,  la conoscenza di una donna fuori dal comune.

In libreria mi hanno regalato il primo capitolo che mi ha conquistata. Ho  letto una serie di recensioni piuttosto positive e  adesso prevale la voglia di provare.





image_book.phpDeandreide di AA VV
Storie e personaggi di Fabrizio De André in quattordici racconti di scrittori italiani Editore BUR

Da un lato c'è la passione  per le canzoni di De Andrè, la curiosità riguardo a come sono state rese in prosa. Dall'altro  l'interesse nei confronti di una serie di autori (Davide Longo, Pascale, Bajani, De Silva)  i cui racconti contribuiscono a formare la raccolta.


Sarei felice di leggere le vostre impressioni rispetto ai libri che  ho segnalato.  Invito, chi vuole, a proseguire la catena

 Che dire, buona lettura!

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categorie: libri
lunedì, 06 luglio 2009

Non che la cosa avesse importanza


 Stava sc100_3758endendo in una buca e aveva paura. Non che la cosa avesse importanza. Se una macchina si fosse occupata di registrare le sue emozioni, avrebbe segnato, alle 16 e 28 minuti del 15 marzo 1960, paura così come avrebbe indicato gioia alle 13 e 15 minuti dello stesso giorno, nel momento in cui Jack stava addentando la torta che gli aveva preparato la nonna, sorpresa alle 16 e 35, stanchezza alle 17 e 15. Curiosità dalle 16 e 40 del 15 marzo alle 12 del giorno seguente. Se un impiegato avesse ricevuto l’incarico di esaminare quel carteggio emozionale non avrebbe trovato nulla di strano,  l’avrebbe vistato con un timbrino azzurro normalità e riposto nell’armadio destinato all’archivio. Solo che Jack aveva paura. Se gli avessero chiesto di indicare quanto, da 1 a 10, avrebbe detto 11. Tendeva a esagerare. La maestra nella nota di valutazione riportava, da un anno all’altro, lo stesso giudizio: “Poco incline a misurare la realtà”.  

Jack aveva paura, sentiva che le gambe diventavano molli e lo stomaco si faceva leggero. Scendeva lungo una scala di corda  guarnita di polvere e ragnatele, solida nonostante gli anni in cui aveva presidiato la buca che stava di lato al cortile. Jack non aveva fiammiferi, torce, prudenza, con se portava la sola incoscienza necessaria a mettere in pratica quanto aveva progettato. 


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categorie: pensieri, immagini, racconti, pitrada
martedì, 28 aprile 2009

Fox & Drop

La donna disse che era meglio smettere.

Io ero d'accordo. Avevo trascorso le ultime tre ore vuotando bicchieri ed ero piuttosto stanco.

Feci un lungo respiro, poi iniziai a sollevarmi appoggiandomi allo schienale della sedia.  Gettai uno 101_8341sguardo intorno, nel mentre ripresi fiato.  Infine abbozzai i passi che avrebbero dovuto condurmi all'uscita. Incappai in un tonfo.  Ci fu l’incontro con il pavimento, assi di legno imbevute di cenere e polvere. Maturai  la convinzione che sarei anche potuto restare lì, posato in un angolo, a soddisfare il mio bisogno di sonno. Inutile. Sentii una mano che mi afferrava per le spalle e mi scrollava  con poco riguardo. Prima di potermene rendere conto ero fuori dal Fox & Drop con l'invito a non ripresentarmi per almeno un paio di giorni e l'impressione di aver fatto l'ennesima pessima figura. Dick, il braccio che mi aveva accompagnato all''uscita, era sulla porta, con un grembiule nero e le sembianze di un muro, a fare la guardia.
Mi incamminai per la strada, insofferente all'acqua che scendeva e convinto che non mi sarei mai rassegnato a indossare un cappello.

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categorie: immagini, racconti, pitrada
venerdì, 17 aprile 2009

Racconto di un naufrago

 L'impressione è quella di essere catturati fin dalle prime righe. Il marinaio Louis Alejandro Velasco Image_book.php racconta al giovane cronista Gabriel Garcìa Marquez la sua esperienza di naufrago e poi eroe, acclamato, in una Colombia retta da un governo dittatoriale. Siamo negli anni '50,  Louis sta tornando a casa su un caccia-torpediniere  colombiano, dopo mesi trascorsi negli Stati Uniti. L'imbarcazione è carica di casse clandestine, elettrodomestici, regali per i parenti rimasti in patria. Il viaggio si avvia alla conclusione quando il mare si fa burrascoso, nessuna tempesta ma un'onda più grande getta in acqua otto marinai.  Il caccia-torpediniere prosegue, apparentemente incurante, verso la sua destinazione. Per Louis Alejandro Velasco inizia una strenua lotta per sopravvivere. Dieci giorni raccontati in maniera lucida, precisa,  dando l'impressione al lettore di poter essere con lui sulla zattera, condividerne i pensieri, le decisioni che  il marinaio si trova a prendere per poter coltivare la speranza.
E' il racconto avvincente di un uomo normale che deve la sua fama al fatto di  essere sopravvissuto per 10 giorni senza cibo e acqua, sballottato nell'oceano, capace di far fruttare le poche cose che aveva a disposizione, gli insegnamenti ricevuti,  risorse inaspettate  emerse nel  momento del bisogno e poi il caso o il destino che guida il cammino di ogni persona.
La dittatura, la denuncia di verità scomode, giornali d'opposizione che faticano a mettere insieme notizie innocue per poter proseguire con la pubblicazione e superare la censura.  Molte cose in poco spazio.
Riflessioni, la sensazione di un viaggio che ancora mi accompagna, ve lo consiglio!

Racconto di un naufrago
Gabriel Garcìa Marquez
Mondadori

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categorie: libri, recensione
sabato, 11 aprile 2009

- Chiudi la porta

Mi giro, accompagno la maniglia con la mano, clic. Mario è seduto sulla sedia. Vive lì da cinque giorni. Quando non ne può più va verso la finestra, si affaccia e  guarda il via vai dell’ingresso, i portantini che escono per una sigaretta e diventano lucciole, sperdute nella notte, l’albero del giardino che si muove come  un ballerino gitano.

Sara è distesa. Ho l’impressione di non ricordare più la sua voce.  Stanotte l’ho sognata. Rideva, eravamo insieme, attraversavamo la strada, un’auto la investe, la fa volare. Non lo so quanto lontano. Ricordo il suono del corpo di lei e dell’asfalto che tornano a toccarsi. Le urla della gente, l’automobilista che scende e scuote la testa, io che sono rimasta due passi indietro perché il cellulare aveva iniziato a squillare e mi ero messa a cercarlo nella borsa. Me lo trovo in mano, comporre il numero dell’ambulanza è un gesto automatico, così come spiegare dove ci troviamo. La comunicazione si chiude, mi avvicino, lei è distesa, un rivolo di sangue le scende dalla fronte.

 

Dicono che si sveglierà, è questione di ore. Dicono che l’operazione è andata bene. E’ giovane, sana, neanche una cicatrice. Io e Mario ci culliamo nel suo respiro, ora è regolare come quello  di un bambino.  


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categorie: racconti
venerdì, 27 marzo 2009

Selezione naturale

102_0241Dicono che funziona.

Prendi il cuore, mettilo da parte e... sorridi.
C'est la vie


Non gli piaci abbastanza ?
Su, dai, non vorrai mica arrenderti così. Escogita qualcosa.

«Premiata ditta Trucchi & incantesimi  al tuo servizio»

Un ometto sbuca fuori da un furgone scassato e  prima che tu riesca a fermarlo inizia a decantare, con tono solenne, i milli incantevoli sortilegi presenti nel suo catalogo.

Quando arrriva a coda di rospo e ali di farfalla la sua espressione si fa più sicura. Sembra il fiero padre di troppi figli.

Carla non capisce bene come ha fatto a trovarselo davanti .
Ricorda solo che Barbara, amica azzanna cuore, la stava bombardando con un attimo di sincera brutalità: "Scordatelo". Il soggetto è Luca: collega, amico, amante d'un occasione perduta. Sempre un passo avanti pure nelle relazioni. Lui, sempre lui. Solo lui.
"Che barba.." ma non ditelo davanti a lei.
 E' sensibile.

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categorie: pensieri, racconti, pitrada
domenica, 08 marzo 2009

Anteo

Si strinse nella giacca. Chiuse gli occhi e aspettò.  Un'ora e poi due, la notte scese sul suo viso.
Un tratto di orologio, il giorno lo riportò al suo posto. Non era cambiato nulla.
Aveva supero un tratto  di mare e altra acqua si profilava all'orizzonte.
Anteo era un uomo vecchio e non bastava il cappello a nascondere i capelli bianchi e il bastone ad alleviarne i passi. Anteo e il mare erano una cosa sola da quando era un bambino e il padre lo portava con se a pescare.
Ricordava la  prima volta in cui l'aveva buttato in acqua, senza troppo riguardo, aveva avuto l'impressione di affogare. Era sceso e risalito diverse volte. Aveva bevuto, gli occhi  bruciavano.  Le braccio si muovevano frenetiche verso l'alto.  A un certo punto si era arreso e l'acqua si mostrò amica, lo rese leggero e sicuro, smise di bere,  il padre lo afferrò e riporto sulla barca. Anteo rise.

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categorie: racconti
lunedì, 16 febbraio 2009

«Il traguardo è una cosa ambigua»

Fausto spiegava così il suo continuo rilanciare, anche dopo ore di corsa, quando le gambe diventavano qualcosa di estraneo e fermarsi sembrava l'ultima utopia.
Attraversava la linea con diffidenza, senza abbassare la guardia. Tra il traguardo e la folla si annidavano i pericoli, le debolezze che un uomo in sella non deve sentire. In alto o in basso, primo o ultimo, i pensieri defluiscono troppo in fretta.
La gioia più grande e il più grande dolore, erano  fermarsi, poggiare i piedi per terra e tornare a essere uomini. Senza la sicurerezza di un percorso disegnato o la compagnia di un sogno.

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categorie: pensieri, racconti
martedì, 03 febbraio 2009

«Parlami d'amore Federico , voglio fermare il ricordo»

Fu un amore speso male e prima ancora di iniziare si intravedeva la fine, spada che pendeva lungo il percorso, pensiero fisso di un giorno e una notte vestiti di pioggia.

Saperlo fu peggio. Come tutte le cose anche la verità aveva un prezzo. Pochi lo consideravano e ancora meno erano  pronti  a scontarlo. Pensavano che c'era un domani pronto a ricevere ogni cosa. Un gioco al risparmio ove il rischio era uno specchio privo di forma e l'amore, un fiammifero spento in fretta.

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categorie: racconti

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